Caserta – Il nostro Paese sempre ai vertici per il controllo delle produzioni agroalimentari e dei vini certificati. Nel 2016, le operazioni di controllo sono state 9.652, per un totale di 11mila azioni tra controlli veri e propri e analisi di laboratorio. A darne notizia è Stefano Vaccari, capo dipartimento dell’Ispettorato centrale Qualità Repressione Frodi (Icqrf), nel corso della presentazione del 14/mo Rapporto sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane Dop, Igp, Stg di Ismea e Qualivita. Un monitoraggio che coinvolge anche i siti web. “Il 91,3% delle azioni di tutela – ha spiegato – viene fatto sulle piattaforme di e-commerce, come E-Bay, Alibaba e Amazon. Sul web vanno fatte azioni di autotutela veloci e le produzioni italiane più ‘piratate’ sono nell’ordine: il prosecco, il parmigiano con i vari parmesan e simili, i kit per produrre vini come il Barolo, l’aceto balsamico. Ci sono anche i formaggi pecorino siciliano, Asiago e pecorino toscano, che vengono addirittura proposti in versione vegana, pur essendo evidentemente fatti almeno con il latte”. Inoltre, ha spiegato Vaccari, “la collaborazione tra il Mipaaf e Alibaba ha anche dimostrato che in Europa e sul web la protezione dei marchi è possibile senza costi per i produttori. Mentre fuori dai confini europei è necessaria la tutela trade mark”.
Produzioni agroalimentari: l’Italia al primo posto per numero di controlli
Post correlati
Bioplastiche compostabili: fatturato 2025 in calo del 6,8% per le aziende italiane
18 Giugno 2026 - 17:40
Nuove Tecniche Genomiche / 1 Confagricoltura: “Una nuova fase per l’agricoltura europea”
17 Giugno 2026 - 16:26