Assica: bene l’export di salumi nel primo semestre: +7% a volume e +8,4% a valore

Milano – Risultati positivi per l’export di salumi italiani nel primo semestre. Secondo i dati diffusi da Assica, l’incremento, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è stato del 7% a volume e dell’8,4% a valore. Complessivamente sono stati esportati 70.630 tonnellate, per un fatturato di 590,8 milioni di euro. Buone quindi le performance del comparto, che tuttavia si trova a dover affrontare alcune problematiche, che potrebbero impedire di mantenere questo trend anche nella seconda parte dell’anno. “Siamo soddisfatti di questo risultato, che testimonia quanto siano apprezzati i nostri salumi nel mondo”, ha commentato Lisa Ferrarini, presidente di Assica. “Questa crescita è messa in pericolo dal fatto che nel secondo semestre vedremo le gravi conseguenza della guerra delle sanzioni con la Russia, oltre che dal persistere delle barriere commerciali che continuano a limitare l’export verso alcuni importanti mercati come gli Stati Uniti, il Brasile, la Cina, eccetera”.  Buon andamento per i prosciutti crudi, che segnano un incremento del 5,9%. Andamento dettato dalle performance positive dei prodotti senz’osso (categoria che comprende speck coppe e culatelli): +8,1% e +11,7% a valore. Tra i mercati più dinamici, per questo comparto, l’Austria (+22,7%), gli Usa (+21,1%), Regno Unito (+21,3%), Giappone (+15,9%) e Paesi Bassi (+45,2%). La Germania si conferma il primo mercato di riferimento, con un leggero progresso (1,2%). Al secondo posto la Francia, dove, tuttavia si registra un calo deciso (-7,4%). Tiene il salame con incrementi del 2,9% a volume e del 3,9% a valore. Buon andamento per le pancette, (+14,2% a volume e +7,6% a valore) e per mortadella, wurstel, cotechini e zamponi (+4,2%, +7,6%).