Le associazioni del vino fanno fronte unito sui dealcolati. E scrivono al ministro Patuanelli

2021-05-25T16:58:04+02:0025 Maggio 2021 - 16:58|Categorie: in evidenza, Vini|Tag: , , , , , , , , , , |

Roma – Le principali associazioni che rappresentano la filiera vitivinicola italiana – Aci, Assoenologi, Cia, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini e Uiv –  hanno inviato una lettera al ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli (foto), in merito alla posizione della filiera sul dibattuto tema dei vini dealcolati. È infatti iniziato oggi il ciclo di negoziati del trilogo sulla riforma della Pac, la Politica agricola comune e in particolare del Regolamento Ocm 1308/1013. La filiera chiede quindi che “questi prodotti, pur inquadrati nell’ambito del Regolamento Ocm, siano classificati come nuove categorie e non come termini che accompagnino le categorie esistenti”. In merito al passaggio del testo in discussione, relativo alla restituzione dell’acqua persa durante il processo di dealcolazione, “serve confermare espressamente nel Regolamento 1308/2013 e non nell’atto delegato, che l’eventuale reintegro dell’acqua durante le operazioni di dealcolazione riguarda esclusivamente quella endogena, ovvero quella persa durante tale processo. Le organizzazioni esprimono poi ferma contrarietà rispetto alla possibilità di utilizzare le categorie dei vini ‘dealcolati’ e ‘parzialmente dealcolati’ per i vini a denominazione di origine protetta e a indicazione geografica protetta: il prodotto che ne deriva non ha i requisiti oggi richiesti ad una Dop o Igp, rischiando di penalizzare queste ultime nella percezione del consumatore”. Infine, “la filiera ritiene che, pur concordando con la proposta delle istituzioni europee di armonizzare le definizioni dei prodotti a basso tenore alcolico nell’ambito della riforma della Pac e l’esigenza di mantenere queste categorie nell’ambito del Regolamento Ocm, i prodotti totalmente dealcolati avrebbero dovuto contemplare il termine ‘bevanda’ in luogo di vino”.

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